|
AL CONSIGLIO GENERALE CLACS CISL e p.c. SEGRETERIA CONFEDERALE
Alle USR - UST Conclusioni Consiglio Generale del 12 Dicembre 2006
Carissimi, Il Consiglio Generale del 12
Dicembre 2006, ha assunto le seguenti decisioni:
integrazione della Segreteria Nazionale e ha eletto Vincenzo La Scala risultando la
Segreteria Nazionale così composta:
-
Paolo Tesi - Segretario Generale Clacs Cisl;
-
Roberto Di Vincenzo - Segretario Nazionale Clacs Cisl;
-
Massimo Cenci - Segretario Nazionale Clacs Cisl;
-
Gerarda Buoninconti - Segretario Nazionale Clacs Cisl;
-
Vincenzo La Scala - Segretario Nazionale Clacs Cisl.
Nel quadro di un rafforzamento del lavoro
della Federazione Nazionale, il Consiglio Generale ha deciso la Costituzione di
tre uffici:
-
ufficio servizi Clacs ed è stata nominata Coordinatrice Nazionale
Fiorella Paniconi;
-
ufficio conciliazione arbitrato ed è stato nominato Coordinatore Nazionale
l'Avvocato Pasquale Maglione;
-
ufficio economia straniera (per gli operatori lavoratori autonomi
stranieri) al cui coordinamento è stato chiamato Alessio Patrizia.
Il Consiglio Generale ha approvato all'unanimità il documento conclusivo
che verrà inoltrato appena disponibile.
Cordiali saluti e rinnovo a tutti i migliori auguri di Buone Feste e un felice
2007 .
Il Segretario Generale
FEDERAZIONE CLACS CISL
Paolo Tesi
Il Consiglio Generale della Federazione Clacs Cisl, riunito a Roma il 12 dicembre 2006, udita la relazione della Segreteria Nazionale, l’approva.
Il Consiglio generale, in merito alle problematiche oggetto della relazione ed emerse con forza dal dibattito,
IMPEGNA LA SEGRETERIA NAZIONALE
A sollecitare un approfondito confronto con la Segreteria Confederale in ordine alle problematiche legate all’area del lavoro autonomo, con particolare attenzione e riferimento alla battagli per l’equità fiscale, all’area dell’evasione e dell’elusione e complessivamente ai livelli di tassazione cui anche la categoria organizzata nella Cisl è gravata senza ottenere, in cambio alcun servizio;
Ad assumere ogni iniziativa politica necessaria a far emergere, anche in casa Cisl, la complessità del mondo del lavoro autonomo in tutte le sue articolazioni: un segmento del mondo del lavoro che non può essere liquidato con formule di rito, ne colpevolizzato o ghettizzato al di là ed al di sopra di oggettive responsabilità. Responsabilità che, ove emergessero, non potrebbero mai essere collettive ma, semmai, individuali. Come in ogni altro ridotto del mondo del lavoro;
A promuovere, nel territorio, tutte le iniziative necessarie a marcare la differenza della federazione, Clacs, e della Confederazione, Cisl, rispetto alla invalsa abitudine di indulgere in semplificazioni sullo stato e sul ruolo delle categorie del lavoro autonomo esposte a vergognosi ed indiscriminati attacchi e ignobili criminalizzazioni a prescindere da ogni comprovata responsabilità;
Ad intervenire nei confronti della Segreteria Generale Confederale affinché sia possibile valutare serenamente ed attentamente le istanze della categoria organizzata all’interno del Clacs al fine di rendere compatibili, le legittime rivendicazioni di cui è portatrice, con la linea politica e la strategia complessiva della Confederazione. In un mondo del lavoro che cambia, la Confederazione deve saper leggere le mutazioni profonde sotto l’aspetto storico, giuridico, economico e sociologico che intervengono nello spaccato sociale organizzato al fine di operare una sintesi che dia corpo e spessore alla rappresentanza complessivamente assunta;
A concretizzare, nell’area del lavoro autonomo, l’intuizione politica di dare seguito contrattuale e continuità organizzativa a tutti quei lavoratori che i processi di terziarizzazione -in corso da alcuni anni sopratutto nel settore industriale- hanno spinto in tale area. A volte anche a seguito di complesse intese sindacali. La rappresentanza che la Cisl offre, oggi, a tali lavoratori, non può subire alcuna diminutio in funzione di una prevenzione che rischia di essere letta come il limite vero di quell’analisi che ha spinto la Confederazione a ragionare su uno “Statuto dei lavori” come logica evoluzione di quel complesso di norme che vanno sotto il nome di Statuto dei lavoratori. Legislazione, questa, maturata in un contesto ed in un’epoca storica nelle quali il lavoro era codificato, in maniera univoca, come prestazione a tempo indeterminato. La scelta della Cisl, nella sua originalità, ha concesso al Sindacato confederale di comprendere il lavoro in tutte le sue possibili forme ed articolazioni ed offrire, nel contempo, rappresentanza e tutela al “lavoro”. Comunque si organizzi e si manifesti. Soprattutto agli strati più deboli -perché divisi e disorganizzati- che rappresentano, oggi, quella proletarizzazione strisciante frutto della nuova precarietà che ha sostituito quel lavoro ed alla quale il Sindacato è chiamato a dare sbocco e prospettiva futura.
A valutare la possibilità di promuovere, sulle tematiche sollevate, un incontro ad hoc con la Segreteria Confederale con l’obiettivo di rimuovere anacronistici pregiudizi che rischiano di marginalizzare quelle figure di lavoratori organizzati nel Clacs verso i quali, invece, è necessaria ed opportuna una politica di attenzione e di inclusione nelle tematiche e nelle prospettive del sindacato confederale;
Il Consiglio Generale, infine, auspica che la Confederazione, attraverso l’attivazione di un franco dibattito, risolva in via definitiva la dicotomia fra la rappresentanza espressa dalle Federazioni e quella organizzata nelle associazioni dei consumatori. Adiconsum compresa.
La rappresentanza, come è noto, può essere esercitata, esclusivamente, dal Sindacato che rimane l’unico soggetto politico e giuridico in grado di concretizzare il suo esercizio attraverso la delega.
E’ possibile che, senza il chiarimento richiesto, permanga una situazione di confusione di ruoli e di ambiti: ciò rischierebbe di creare sacche di incomprensione che andrebbero a ledere, nel profondo, gli spazi di autonomia di ciascuno.
Approvato all’unanimità
Roma, 12 dicembre 2006
|